Scritto da: GameMaster il 30 April 2008

Until We Sink ("Fino ad Affondare")

Circa una settimana fa, ho fatto un breve salto alla Minimod. Tra gli eventi a cui mi ero prefisso di partecipare c’era anche “Fino ad Affondare”, ovvero la versione italiana di “Until We Sink”.

Intanto, ne approfitto per ringraziare Nicola Ferrari del Flying Circus, e per invitarlo a mettere online la sua traduzione. Ha fatto veramente un bel lavoro, sia dal punto di vista della traduzione che dal punto di vista grafico.

Dopo i ringraziamenti necessari, ecco la ciccia: com’è questo gioco?

Prima e fondamentale impressione: “Until We Sink” è un gioco che può essere tranquillamente giocato anche in una cena tra amici. Non richiede una particolare preparazione, non richiede un master — non ne ha bisogno — e, anzi: un neofita può forse divertirsi di più di un grognard avvezzo a cibarsi di D20, livelli e px. Non sottovalutiamo il pubblico “normale”: certi giochi, semplici, veloci, e limitati, possono ottenere successo.

Poi, il gioco: Esso è relativamente semplice. La sinossi, se non avete letto il pdf originale scaricabile da qui, è la seguente: siete dei turisti che si trovano in un albergo su un’isola tropicale. Il tempo è bello, anche se un po’ umido. Assieme a voi c’è un appassionato di pesca — trovato morto. E l’isola sta lentamente, ma inesorabilmente affondando.

Ad ogni giocatore viene assegnata una carta personaggio, e sul tavolo vengono poste una serie di carte eventi, una per giornata. Ad ogni “serata”, i personaggi si ritrovano nel giardino dell’albergo a parlare dell’accaduto, e a cercare spiegazioni. Dal punto di vista del gioco, nessuno può contraddire qualsiasi informazione tirata in ballo da un altro personaggio e il “turno” termina quando due personaggi si ritirano nelle loro camere. Con un nuovo turno, una nuova carta evento viene girata. Se, nel corso del gioco, un evento viene “spiegato”, la carta viene “girata”.

Il gioco termina quando compare la carta “l’isola affonda”, che dev’essere tassativamente messa tra le ultime tre carte evento: i personaggi si ritrovano su una barca e cercano di spiegare tutti gli eventi rimasti.

Detto così non sembra nulla di particolare. In realtà, in un paio d’ore circa si sviluppa un intreccio piuttosto fitto di storie e relazioni tra i personaggi.

L’unico limite che posso trovare al gioco è che, alla fine della storia, il fatto di dover trovare un senso a tutti gli eventi rimasti a volte può risultare forzato, così come è stato per la nostra demo: storia intricata, densa e interessante fino a uno-due eventi prima della fine, un po’ tirata alla fine. Ma mi sa che siamo stati noi, con il nostro background di roleplayers, a rovinare il finale…

A parte questo, consiglio vivamente questo gioco, sia come gdr “alternativo” fatto e finito, sia come gioco tra amici per animare un dopocena.

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...E, nel caso pensiate che mi stia dimenticando qualche cosa, vi sbagliate: L'interpretazione è la miglior simulazione!