Scritto da: GameMaster il 11 October 2008

Tigres Volants (lite)

Esistono dei giochi che non sai se giocherai mai, non sai se il sistema ti piacerà ma, a prima vista, sai che il
background ti piacerà. Per quel che mi riguarda, Tigres Volants è uno di quelli, anche se occorre conoscere — e bene — il francese.

Tigres Volants, pubblicato direttamente da Losanna, Svizzera da 2D Sans Faces, è da considerarsi un grande antico del gioco di ruolo disponibile online, dal momento che il sito esiste da ben prima della prima incarnazione del Max Lambertini’s Role Playing Site (ovvero dalla fine del 1995, quindi fate un po’ voi…)

Prima della sua comparsa in rete, il gioco ha visto un’edizione cartacea pubblicata nei primissimi anni ’90. Successivamente, l’evoluzione del gioco è proseguita in rete, con la possibilità di scaricare le varie beta-releases, ben impaginate dall’autore del gioco, Stéphane “Alias” Gallay. Attualmente, avendo visto una nuova edizione commerciale, è possibile scaricare solo la versione lite (che tanto lite non è, visto che è lungo 42 pagine 42 e contiene una buona introduzione all’ambientazione, un regolamento introduttivo e delle belle note assortite).

Il sistema (della versione lite, quello della versione full è simile ma più dettagliato) si centra sul “tirare d20 e fare basso” contro la somma di abilità, caratteristica e modificatore assortito. Nulla di realmente nuovo qui, e infatti TV non è, né si pone come un gioco rivoluzionario da questo lato.

C’è tuttavia una piccola chicca da far notare, ovvero la gestione dei critici e dei fumbles, qui denominati “buone notizie” e “brutte notizie”. Una “buona notizia” è un “bonus” che permette al personaggio di trasformare un fallimento in un successo, e un successo in un successo critico. Il “come” questo avviene deve essere descritto dal personaggio. Analogamente, nel caso di una “brutta notizia”, è il giocatore che descrive la disavventura che gli sta per capitare.

Tuttavia, La cosa che mi è sempre piaciuta del gioco è il suo background. Ad un livello più esterno, è un background di fantascienza un po’ cazzaro, ambientato nel primissimo ventiquattresimo secolo. Ci sono i terrestri, ancora divisi in nazioni e con mutazioni assortite (i rowaan faranno la gioia di molti powerplayer). Ci sono gli eyldarin (a prima vista: elfi erotomani nello spazio), gli atlani (i mezzi-elfi dello spazio) e cose del genere, già viste e riviste. Non parliamo poi degli stereotipi: in una parola sola, abbondano.

Ooohhhh, ma che noia….E invece no!

Come Fading Suns insegna, da così tante cose può venire fuori qualcosa di buono, non solo un generico minestrone, e questo è il caso. Innanzitutto, è notevole il livello di dettaglio del background, che nella versione lite è comunque superiore a quello di molti giochi pubblicati, ed è simpatica anche l’idea che c’è dietro, ovvero: lo shock culturale provocato a dei sonnacchiosi alieni (che poi, come si vedrà, tanto alieni non sono) da quei maragli dei terrestri. Il tutto, ovviamente, senza prendersi troppo sul serio (a differenza di certe case editrici….

Altro punto forte, che purtroppo andrà perso per chi non conosce abbastanza bene il francese, è la qualità della scrittura. Così come ritengo Unknown Armies un bellissimo gioco da leggere, oltre che da giocare, lo stesso vale, sia pure per motivi diversi per Tigres-Volants. L’opera è scritta con un gradevolissimo sense of humour, e con una estrema proprietà di linguaggio (cosa rarissima nella stragrande maggioranza dei gdr), che rende un vero piacere la lettura per sé, anche senza giocare.

Ed è alla fine questo — ovvero l’esporre un’idea strausata, ricca pure di stereotipi MA in modo gradevole, con diversi appigli non convenzionali, e senza quel tono ultraserio che, purtroppo molti hanno — che mi fa voglia di giocare a Tigres Volants, ovvero la vita che la passione del creatore sa infondere nella sua creazione.

Ehi? E il PDF? Com’è il PDF?

Già, dimenticavo: da un punto di vista della stampa casalinga, il PDF prende un bel 7, perché è chiaro, leggibile e fruibile da chi usa le proprie attrezzature casalinghe. Il voto potrebbe essere più alto non tanto per la qualità del documento (tonton Alias sa come si impagina) quanto per la copertina e alcune illustrazioni full-color (che provocano un consumo inutile di toner e cartucce varie…).

Però, visto che l’occhio vuole la sua parte, e visto che Acrobat Reader ci permette di settare il range delle pagine, questi nei non impattano poi così tanto sull’economia globale della stampa…

Beh, questo è realmente tutto…

Décollage Immediat! :-)

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...E, nel caso pensiate che mi stia dimenticando qualche cosa, vi sbagliate: L'interpretazione è la miglior simulazione!