Scritto da: GameMaster il 19 March 2008

Ti vuoi fare il tuo GDR…

Di cadaveri di editori di giochi indipendenti che si schiantano contro lo scoglio dei mancati guadagni sono pieni i viali dei giocatori di ruolo. Il fenomeno del D20, poi, ha aumentato a dismisura il numero delle vittime: tanti piccoli e medio-piccoli si sono improvvisati editori fatti e finiti, si sono buttati e si sono “schiantati”.

In ogni caso, la spinta all’autopubblicazione è e rimane sempre forte. Un nuovo fatto è subentrato in questi ultimi anni: quello dell’editoria elettronica. Ad oggi è possibile saltare tutta una serie di intermediari pubblicando il proprio prodotto in formato elettronico (nel 99% dei casi PDF) e vendendolo direttamente al consumatore mediante sistemi di commercio elettronico. Non che sia possibile viverci, pubblicando giochi di ruolo, ma — almeno negli USA, qui non si sa — è possibile farne un onesto secondo lavoro.

Resta il fatto che occorre partire: posto il fatto che si ha un gioco originale (magari non il solito clone di DnD3), piacevole da giocare e testato “alla cieca” da gruppi di giocatori indipendenti. Poniamo che il gioco sia raccolto sotto forma di note sparse e si desideri pubblicarlo. Occorre partire. Come ridurre le spese? In questo modo: cercando di impaginare il proprio manoscritto da soli, minimizzare i costi di eventuali disegni ed evitare, a meno di un clamoroso successo in formato elettronico, la pubblicazione cartacea.

Si può obiettare che non ci si improvvisa grafici dall’oggi al domani, e che i programmi per impaginare costano. Vero, ma dal momento che, salvo rari casi, i manuali di gdr non brillano per arte grafica ma seguono un layout assai standard, gran parte dei principi che governano l’impaginazione si possono apprendere da soli: in primo luogo facendo un salto nella propria biblioteca pubblica, dove quasi certamente troverete dei manuali certamente basic, ma ugualmente utili di introduzione alla grafica; in secondo luogo, per imitazione, ovvero trovando un layout grafico interessante e cercando di riprodurlo.

Rimane aperto il capitolo “strumenti informatici”. Si può spendere poco o nulla? Certo che si può!

Sistema Operativo

E” vero che è molto difficile comperare un computer senza sistema operativo, ma potreste trovare un qualche assemblatore disposto a vendervi un PC senza Windows preinstallato. In quel caso, anche se non siete degli esperti informatici, potreste prendere in considerazione l’idea di installare Ubuntu Linux, una distribuzione linux estremamente orientata all’utente “normale”, che può essere testata orima di una eventuale installazione su disco rigido.

Ubuntu Linux, a differenza di Windows, viene distribuito con tutta una serie di strumenti già pronti per un uso da piccola editoria, ad esempio, Open Office.

Elaborazione Testi

Esistono diverse alternative per chi o non vuole dare un eurocent a Microsoft o chi, anche volendo, non può (qualcuno ha detto utente linux?). La prima, e più famosa è Open Office, una suite di programmi (elaborazione testi, foglio di calcolo, editor grafico, presentation manager, base di dati) che ricalca pedissequamente il più famoso Microsoft Office ma che è totalmente e legalmente gratuita. In particolare, il programma di word processing è molto potente e, da solo, contiene la maggioranza delle funzioni per poter organizzare la propria opera in un layout a due colonne e, cosa non disprezzabile, è in grado di esportare il testo in formato PDF. Infine, la suite è disponibile su tutte le maggiori piattaforme (Windows, Linux e MacOSX). Per i Macchisti, esiste anche Neo Office, una versione di Open Office appositamente riscritta per una maggiore integrazione con Mac OsX

Se qualcuno non ha bisogno di tutta una suite di programmi per scrivere i testi, può appoggiarsi ad Abiword, semplice e versatile Word Processor disponibile anch”esso sulle tre piattaforme più diffuse. Se, infine, si ha un Mac e un budget limitato, si può considerare l’idea di acquistare la suite iWork, che contiene Pages. un word-processor particolarmente orientato all’impaginazione.

Grafica Vettoriale

Con questo termine si indica quel tipo di grafica composta principalmente da forme geometriche (ad esempio i loghi). Il vantaggio di questi formati grafici è che possono essere ridimensionati senza dare luogo alla “squadrettatura” che avviene quando si ingrandisce troppo una fotografia digitale.

In questo campo Inkscape regna incontrastato. Multipiattaforma ed estremamente versatile soffre tuttavia del fatto di importare ed esportare un numero limitato (SVG, EPS) di formati grafici. Tolto questo problema, è comunque un editor grafico di ottimo livello. (Il logo di Roleplaying.it è fatto con Inkscape, ad esempio).

Per gli utenti Windows la benemerita si chiama Serif. Questa software house ha l’abitudine di non togliere dal commercio le vecchie versioni dei suoi programmi, ma di mantenerle in vendita o a prezzo fortemente ridotto o addirittura di renderle disponibili, sul sito Free Serif Software] come download gratuito. In questo caso il programma da scaricare è Draw Plus 4.0. Meno potente ma più facile da usare di Inkscape, resta tuttavia un programma di discreto livello per gli aspiranti grafici.

Grafica Bitmap

D&D3;, con la sua grafica “full-color” e i bordi riccamente decorati delle sue pagine, ha alzato il livello qualitativo richiesto per la pubblicazione di un gioco di ruolo. Chi “mastica” un poco di grafica sa che Photoshop, coi suoi 400 e passa euri di prezzo, regna incontrastato. l’alternativa free in questo caso è Gimp, programma di fotoritocco ultrapotente e gratuito. Occorre ovviamente perderci un po” di tempo in imparare ad usarlo appieno, ma una volta raggiunto un livello medio vi troverete sottomano uno strumento capace di creare “quei bordi pagina che fan tanto ddienddì (se proprio insistete)” e di ritoccare e ripulire eventuali foto e disegni scansionati.

Desktop Publishing, ovvero Impaginazione.

Ad andare coi mostri sacri (XPress, InDesign, PageMaker) qui occorre aprire il portafogli e sborsare delle migliaia di euri. E, se si vuole aprire uno studio grafico, è un investimento da prendere in considerazione. Se invece si vuole rimanere sul lato dellonesto secondo lavoro allora eccovi le alternative “zero-cost”.

[[http//www.scribus.net Scribus]] è un programma di impaginazione, gratuito e disponibile per tutte le piattaforme che, pur a fronte di una certa difficoltà di apprendimento, migliora quasi di giorno in giorno in termini di potenzialità e facilità d”uso. Tra i suoi punti di forza vanno elencati il supporto della quadricromia (utilissima nel caso si faccia il salto dal PDF alla stampa vera e propria) e una generazione dei file PDF senza eguali. su http://wiki.scribus.net potrete trovare anche esempi di uso “real-world” di Scribus.

Solo per agli utenti Windows, sul sito Free Serif Software si può trovare la versione SE di Page Plus. Rispetto al prodotto in commercio gli mancano, ovviamente, un po” di cosette — generazione degli indici, funzionalità grafiche avanzate, generazione automatica dei PDF ma è presente tutto il necessario per poter dare una forma grafica gradevole alla vostra opera.

Passando da “zero” a “poco” (diciamo attorno al centinaio di euri), per gli utenti Mac esiste il già citato Pages (usato per The Shadow of Yesteryear, per cui: si può fare), mentre gli utenti Windows possono rivolgersi sem
pre alla Serif:, e scaricare, a costo basso, la penultima o la terzultima versione di Page Plus (sono alla 12, io ho la 9, pagata 10US$, ed è un programma di DTP che contiene anche tante funzioni tipiche dei programmi di grafica bitmap e vettoriale. Diciamo un 85% di InDesign per una frazione del prezzo…)

Generazione dei PDF

Per chiudere il ciclo di creazione del prodotto, occorre generare il file PDF. Per gli utenti Mac, il problema non si pone: Quartz permette di *stampare* direttamente in PDF. Il problema non si pone neanche nel caso si usino diversi dei programmi elencati in precedenza, che permettono di esportare il proprio contenuto in PDF. Nel caso non si ricada in questi casi fortunati esistono, per fortuna, alternative gratuite.

Nel mondo linux esiste Ghostscript, che contiene una serie di utilities capaci di generare file PDF a partire da output postscript. Per Windows esiste PDF Creator, un insieme di programmi che installa, nel sistema, una stampante virtuale in grado di permettere, analogamente a MacOSX, la stampa su PDF.

Per finire, vi consiglio di leggere la pagina ispiratrice di questo documento: How to Make Your Own Role-playing Game (Cheap), di Clinton R. Nixon. E’ un po’ datato (2002-2003) ma ne vale la pena.

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...E, nel caso pensiate che mi stia dimenticando qualche cosa, vi sbagliate: L'interpretazione è la miglior simulazione!