Scritto da: GameMaster il 17 March 2008

Retrogaming

In principio fu la nostalgia, mai sopita, per la famosa Scatola Rossa. Poi venne OSRIC, un clone parola per parola di ADnD prima edizione. Successivamente arrivarono Labyrinth Lord, clone senza vergogna di DnD del 1981, GORE (qualcuno ha detto Cthulhu?) e Basic Fantasy RPG. Che sta succedendo?

In realtà vi sono diversi perché per questa “operazione nostalgia”. Il primo è stato, a mio parere, il collasso definitivo del D20. Dopo che la mucca è stata spremuta e gli scaffali sono rimasti pieni di supplementi invenduti, ciò che è rimasto — e rimarrà — è la Open Gaming License che, diciamolo, è rapidamente diventato il documento di riferimento per chiunque desideri pubblicare un gioco di ruolo in forma “open” e, allo stesso tempo, mantenere un minimo di controllo su di esso.

Aggiungiamo il fatto che mentre la 3a edizione ha, con circa venti anni di anticipo, dato all’universi di D&D;un gdr con abilità capace di staccarsi (almeno un pochino) dal paradigma classi e livelli e con un minimo di coerenza in più, dall’altro ha reso procedure tipo la creazione del personaggio un capolavoro di macchinosità , degno del gdr “payrolls and paychecks” spesso menzionato nei vecchi numeri di Dragon.

Chi conosce il sottoscritto sa benissimo che sono stato sia un critico feroce di ADnD 1,2,3 e 3 e due figure che un cantore di lodi del DnD del 1983, a tutt’oggi l’unico gdr con il corso di autoistruzione incorporato.

Certo, le critiche ci sono e rimangono: DnD “scatola rossa” è e resta un capolavoro di regole incoerenti. Ha dei buchi clamorosi al suo interno. Ma ha, a tutt’oggi, degli enormi pregi:

  1. E’ facile da imparare, anche per un ragazzino qualsiasi.
  2. In dieci minuti scarsi ti fai il personaggio
  3. Manca la regola? Chissenefrega! Anzi, meglio! Meno regole impacciano i giocatori, meglio si gioca di ruolo…

E’ a seguito di queste considerazioni che sono nati i giochi elencati nell’introduzione di questo articolo, il cui principio è il seguente:

  1. Le regole non sono sottoposte a copyright
  2. Vogliamo dei giochi open, pubblicabili sotto OGL
  3. Vogliamo che i giochi che giocavamo venti anni fa diventino di nuovo disponibili.

Tutto ciò prende il nome di Retro-Gaming: la pubblicazione degli “algoritmi” dei giochi d’antan in un formato elettronico e aperto. Un po’ come per gli emulatori degli arcade e delle console anni ’80, un po’ come per la tendenza 8-bit music presente nell’elettronica odierna, anche il mondo ruolistico conosce un suo tipo di revival…

Tralasciando OSRIC, clone di ADnD 1a edizione (mai piaciuto, pochissimo giocato) segnalo, per i nostalgici che vogliono, ogni tanto, entrare nel dungeon e pestare qualche gnoll qua e la, i seguenti giochi.

  • Labyrinth Lord, clone financo nelle immagini del DnD del tempo che fu
  • GORE, clone del Basic Roleplaying della chaosium (va detto però che deve competere con l’originale ;-) )
  • Basic Fantasy RPG, una rielaborazione delle regole di ADnD 3.5 in un formato molto “scatola rossa”.

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...E, nel caso pensiate che mi stia dimenticando qualche cosa, vi sbagliate: L'interpretazione è la miglior simulazione!