Scritto da: GameMaster il 5 November 2008

Mappe et similia: la cartografia nei giochi di ruolo (parte 1)

Sin da quando ho incominciato a giocare, uno dei miei divertimenti di master era quello di mettermi lì, con matita e rapidograph in mano, a disegnare mappe più o meno fantastiche per le mie campagne. Durante l’anno di servizio civile, poi, imparai anche qualche rudimento di acquerello e di colori a matita per dare ricchezza e profondità ai miei disegni. Da qualche parte, in qualche faldone nel garage, ci sono ancora quelle vecchie mappe.

Ora, gli strumenti informatici per il comune mortale si sono fatti potenti, a prezzo quasi nullo e sofisticati. Inoltre, aggiungiamoci anche internet,e la possibilità di cercare mappe in maniera facile e rapida. Basta inserire un “old maps” come chiave di ricerca e salta fuori di tutto. Su quali strumenti informatici usare per creare le proprie mappe, dedicherò un prossimo articolo, e tutto dedicato al software open source o gratuito (che non sempre è inferiore a quello in vendita, anzi…). Oggi mi limiterò a citare un paio di siti, il primo un vero e proprio monumento nel suo genere, il secondo una new entry fresca fresca.

Detto monumento è il Perry-Castañeda Library Map Collection, direttamente dall’Università del Texas. Oltre a possedere una vasta collezione di mappe contemporanee, questo sito è una risorsa particolarmente preziosa per coloro che desiderano ambientare le proprie avventure a cavallo tra il 19° e il 20° secolo (qualcuno ha detto Call of Cthulhu?). Il sottoscritto ha attinto personalmente a questa fonte per i propri scenari, utilizzando Providence, città natale di HPL, la zona dei dock sul Tamigi nella Londra del 1892 per un Cthulhu by Gaslight e qualche altra ancora.

In generale, la risoluzione è ottima anche per la stampa, e la scelta è veramente vasta. Insomma, questo sito merita il mio “seal of approval” per un uso ruolistico.

Meno adatto per le stampe, quanto per l’ispirazione è invece Strange Maps, sito che raccoglie le variazioni più disparate sul tema “carte geografiche”. Perché lo consiglio come fonte di ispirazione? Perché, oltre a mostrare particolari rappresentazioni visuali di fenomeni storici, politici o sociologici, presenta mappe ucroniche, come quella dell’Italia vittoriosa nella seconda guerra mondiale ipotizzata ne “L’Inattesa Piega degli Eventi”, di Enrico Brizzi oppure, tanto per andare sul cospirativo, il “New World Moral Order”, una proposta di riorganizzazione del mondo in caso di vittoria alleata nella II guerra mondiale (leggetevi l’articolo, c’è un thriller di fantapolitica in the making lì in mezzo) e — ma poteva mancare? — la quasi obbligatoria, ma molto ben fatta Neuropa — if nazis had won…oltre a circa trecento altre mappe, fittizie, satiriche o meno, liberamente consultabili e sfruttabili.

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...E, nel caso pensiate che mi stia dimenticando qualche cosa, vi sbagliate: L'interpretazione è la miglior simulazione!