Scritto da: GameMaster il 19 November 2008

Levity

Chi segue il panorama dei giochi di ruolo italiani, sicuramente si sarà accorto di Levity, di Roberto Grassi. Complice la volontà dell’autore, questo gioco è riuscito in un’impresa per pochi: è passato da essere un gioco amatoriale a vedere non solo un’edizione commerciale, ma a generare anche un gioco fantasy che lo usa come motore…

…tuttavia, essendo Roleplaying.it un sito dedicato quasi esclusivamente ai giochi di ruolo gratuiti, il sottoscritto non recensirà l’edizione commerciale (anche se, devo dirlo, Gesta Dannatamente Rozze mi stuzzica e non poco), bensì quella gratuita, ancora disponibile sul [http://nuke.levity-rpg.net/ Sito ufficiale di Levity]].

Intanto, un piccolo avvertimento: l’edizione commerciale, oltre a godere di un aspetto decisamente più professionale, contiene alcune variazioni al regolamento che mi accingo a recensire. Per cui, giocatore — ed autore :-) — avvisato:

Tutta la recensione è incentrata sulla versione gratuita del gioco

Il Gioco

La versione scaricabile del gioco, uscita nel 2006, si compone di due pdf: il regolamento vero e proprio, di 18 pagine e la Guida del Narratore, di 16 pagine.

I PDF sono printer-friendly, ovvero: nessun uso eccessivo del colore, né l’uso disinvolto di sfondi scuri. Detto questo, l’aspetto è un po’ anonimo, sebbene impreziosito dai disegni dell’artista polacca Paula Dudzik.

Il Regolamento

Levity appartiene alla schiera dei regolamenti leggeri, quali Risus o il WaRP System, che era il core system del gdr seminale Over The Edge.

Nel caso di Levity, il personaggio viene generato dandogli un sommario background, decidendo quali sono le tre abilità che lo caratterizzano ed assegnando ad ognuna di esse il risultato di 1d6 — tirato dal Narratore. I suoi livelli vitali saranno determinati tirando 2d6+12. That’s all, più leggeri di Levity mi sa che sono solo Twerps e R.O.L.E.

La risoluzione delle azioni è la seguente: il Narratore comunica un numero tra 3(molto facile) e 23(molto difficile). Il giocatore deve tirare 3d6 e sommare il valore dell’abilità utilizzata. Se il risultato supera la difficoltà l’azione riesce. Il combattimento segue più o meno le stesse linee.

Il resto delle pagine è, decisamente, più interessante, visto che — cosa che ben pochi giochi fanno — spiega e motiva le scelte di design. In particolare Levity nasce per:

  • Introdurre i giovani al gioco di ruolo
  • Avere un sistema che permettesse, in qualche modo, di riprodurre il feeling dei librogame.

Il manuale del narratore

Il manuale del narratore è una piccola raccolta di how-to che spiegano, ad uso e consumo dei principianti, come gestire diverse situazioni sia meccaniche, sia di narrazione.

Dico how-to perché tale manuale mi dà proprio l’idea di un’opera creata raccogliendo e organizzando le varie difficoltà operative che si sono presentate durante il gioco. Questi punti, che possono risultare ovvi per i vecchi grognards quali il sottoscritto, non sempre lo sono per i novellini, e spesso e volentieri vengono ignorati dalla quasi totalità dei giochi disponibili sul mercato. Quindi, un bravo a Roberto Grassi per questo.

Il giudizio

Il gioco riesce nel suo intento? A giudicare dalla varietà di situazioni nelle quali il gioco è stato utilizzato, che vanno dalla già menzionata edizione commerciale all’ambito delle simulate scolastiche, sembra che ci riesca, e pure bene. Dal sito del gioco è possibile scaricare diverse estensioni (il che è un ottimo indicatore del successo di un gioco freeware) che testimoniano la versatilità di questo sistema.

Per quel che mi riguarda, i giochi di questo tipo sono la manna per i master che amano abbozzare lo scenario e arricchirlo strada facendo, ma possono essere fonte di drammi per coloro che cercano giochi strutturati. Il sottoscritto, per sua natura, ha sempre odiato i giochi iperstrutturati — non a caso fra i miei giochi preferiti risultano giochi come Fudge, Risus e, dal lato commerciale, Dream Park e Simulacri.

Chi in Levity cerca un edificio ruolistico compiutamente costruito, rimarrà deluso, dal momento che viene lasciato ampio spazio a Narratore e Giocatori per coprire tutti i buchi possibili. Ma è altrettanto vero che anche gli amanti della new wave of american roleplaying rimarranno perplessi di fronte a un gioco che eleva la regola zero a sistema (e non può essere che così, visto il potere del Narratore).

Per quel che mi riguarda, mi sembra che la meccanica di risoluzione delle azioni sia eccessivamente sbilanciata verso il lato “C” del giocatore. Tuttavia, visto che una delle molle che ha spinto il buon Roberto a scrivere Levity è stata ANCHE la creazione di un sistema che permettesse la simulazione dei vecchi, cari librigame… e questi libri presentavano personaggi di corporatura e forza media, che si differenziavano solo per le abilità e dove la fortuna aveva un peso non indifferente nel gioco.

Visto da questo lato, direi che il regolamento di Levity raggiunge lo scopo prefissato. Il che è un’ottima cosa, in un mondo di giochi di ruolo che non sanno bene cosa fare di loro stessi.

Lo stile

Per finire, lo stile, uno dei punti deboli del gioco. Devo dirlo, lo trovo un po’ freddo, quasi da informatico, e non adattissimo ai principianti assoluti.

Però, e ne sono quasi sicuro, sono convinto che questo neo sarà stato affrontato se non nell’edizione commerciale, sicuramente in Gesta Dannatamente Rozze, un gdr fantasy ironico powered by Levity.

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...E, nel caso pensiate che mi stia dimenticando qualche cosa, vi sbagliate: L'interpretazione è la miglior simulazione!