Scritto da: GameMaster il 10 June 2008

DnD4 e Donjon

Una piccola, minuscola recensione di DnD4… unita ad un piccolo annuncio.

Come molti di voi sapranno (anche quello che si è imbattuto su questo sito usando come parole chiave DnD e Cavriago su Google) la Wizards ha finalmente fatto uscire, con somma gioia dei suoi fan (e di molte finanziarie) la quarta edizione del suo flagship product, Dungeons and Dragons.

Chi mi conosce sa bene che non sono mai stato un grosso fan di DnD, (se si eccettua la miticissima triade basic-expert-immortal di Frank Metzer del 1983). Ho trovato prima i vari “advanced”, poi le terze edizioni (e due figure) sistemi barocchi, incoerenti ed inutilmente complicati, superati da sistemi più organici, semplici e modulari.

E questa quarta edizione? Bene, difficilmente la giocherò — c’è troppo boardgame per i miei gusti — ma, devo dirlo, il Dipartimento Ricerca e Sviluppo della Wizard Of The Coast (Estiqaatsi!) si è guadagnato i suoi dollaroni (Mike Mearls non è l’ultimo arrivato…)

Per incominciare, DnD è ora un gioco coerente con sé stesso. Sa quello che vuole essere (principalmente un boardgame influenzato dai MMORPG di grido), ma si apre insospettabilmente alle nuove tendenze, parlando di conflict resolution e non di task resolution, inglobando sia le lezioni storiche di Robin Laws sulle tipologie di giocatori e cosa dare loro e quasi introducendo quella che sembra divenire la nuova golden rule dei giochi di ruolo moderni: “Say Yes or Roll The Dice” (ok, non proprio così, ma quasi…).

Oltre al lavoro “ruolistico” occorre applaudire la WOTC anche per il lavoro di organizzazione delle regole fatto: ora i manuali sono realmente di agile consultazione. Sono sempre dei discreti tomi: il Manuale Del Giocatore è sempre una bestiolina di 320 pagine, ma i capitoli sono brevi, chiari e concisi. Ad esempio, il regolamento e le sue meccaniche sono tutte contenute nelle prime trenta pagine; ogni concetto, feat, o incantesimo “nuovo” presenta, dopo il suo “titolo”, due righe due di spiegazione che aiutano istantaneamente a capire cosa si ha di fronte, il tutto aiutato da un codice a colori.

Anche l’impaginazione è funzionale a questo obiettivo: sparito lo sfondo “finta cartapecora” che rendeva difficile la lettura: “chiarezza”, questa è la parola d’ordine, e “sintesi” viene subito dopo. All’inizio di ogni “unità logica (classe, razza, incantesimo, mostro, ecc.)” in tutti i manuali, le prime righe vengono usate per dare una succinta visione d’insieme, approfonendo nelle righe dopo. Bel lavoro, ragazzi.

In definitiva, lo consiglierei? Certo… se vi piace DnD. E anche se non vi piace, ma vi piace il gdr vecchio stile, una prova, questa quarta edizione la può meritare ugualmente. E non date retta a coloro che dicono che “questa edizione uccide l’interpretazione”. Mentono sapendo di mentine :-P

Dal Dungeon al Donjon

Se vi è piaciuto The Shadow Of Yesterday, e se avete apprezzato l’idea di rendere disponibili i “sorgenti” ConTeXt, preparatevi: ho il PDF di Donjon in avanzata fase di preparazione. E, analogamente a TSOY, anche in questo caso renderò disponibili i sorgenti ConTeXt per gli smanettoni tra di voi.

Ripassate qui fra 7-10 giorni, e magari linkate questo feed per essere istantaneamente aggiornati: quasi certamente troverete qualcosa di succoso e interessante!

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...E, nel caso pensiate che mi stia dimenticando qualche cosa, vi sbagliate: L'interpretazione è la miglior simulazione!