Scritto da: GameMaster il 11 September 2008

3:16 — Carnage Amongst The Stars

Esattamente come il sottoscritto, Gregor Hutton ha avuto il piacere di giocare con (ma forse è meglio dire: è stato vittima di) un master di Traveller 2300 genere Budda! Budda! Budda! le cui avventure erano si risolvevano in veri e propri massacri generali. Se anche voi avete subito simili traumi, forse amerete 3:16 — Carnage Amongst the Stars.

Il gioco, che ha partecipato ai Ronnies (una gara di RPG Design in 24 ore, usando delle parole chiave, tenuta da Ron Edwards di fama forgita), è un piccolo e delizioso (come può esserlo l’SK19, il fucile lanciagranate compagno di mille avventure in traveller 2300) gdr nato attorno alle parole chiave “cosmos” and “fight” (le altre due erano “sphere” and “pain”).

Il risultato è un gdr breve, semplice e compatto che, in apparenza, è fatto per soddisfare i peggiori istinti bellici dei powerplayer di mezzo mondo. In realtà, leggendo tra le righe, presenta degli spunti molto interessanti per vivacizzare il gioco.

Tanto per incominciare, l’incipit: il mondo dei personaggi è il paradiso in terra. Ogni desiderio materiale è soddisfatto. Si muore quando si decide di farla finita. Però, si è sterili. E, per incanalare le tensioni sociali, o per venire incontro alla noia eterna dei suoi…cittadini, il governo terrestre ha istituito le Forze di Spedizione Terrestri, il cui compito, da diecimila anni, è quello di scovare e distruggere tutte le altre forme di vita dell’universo, per la sicurezza della Terra. E per questo motivo, il governo terrestre concede nuove nascite solo ed esclusivamente per fornire dei nuovi soldati, e incoraggia i potenziali suicidi ad arruolarsi nelle Forze di Spedizione Terrestri.

Passiamo al gioco: la scheda ricorda, a grandi linee, quella dei librigame “Sorcery!” di Steve Jackson. Un personaggio ha una reputazione, un livello di NFA (Non Fighting Ability) e FA (Fighting Ability), la cui somma iniziale non deve superare 10, un Rango fra Tenente, Sergente, Caporale e Soldato, punti di Forza e punti di Debolezza (lasciati vuoti) e Kills, ovvero quante creature ha ucciso (il cui valore iniziale è FA * d10)

Incidentalmente, il gioco è a livelli, e un personaggio incomincia dal 10mo livello.

A mio parere il principale punto di forza del gioco è l’uso dei Flashback, che rappresentano non solo uno spazio per definire il passato di un personaggio, ma anche per influire sul “presente” di esso. Il flashback viene utilizzato quando si vuole usare — e definire — un punto di Forza o di Debolezza. Se questo compare per la prima volta, finisce sulla scheda. L’uso di un punto di Forza comporta la “vittoria” nel presente, mentre una Debolezza comporta la “sconfitta”.

Forza e Debolezza vengono anche usati per alterare il flusso narrativo e tirare fuori i personaggi dalle peggiori pesche che possono loro accadere. Quando esauriscono i vari “slot” di Forza e Debolezza, i personaggi si possono considerare morti, anche se essendo L’Elite delle Elite delle Elite i personaggi devono essere realmente duri a morire.

Infine — e questa è la vera chicca — si suggerisce che, una volta raggiunto il 20mo livello, i personaggi incontrino il loro destino sulla Terra. Ma come torneranno? Come Eroi…o come Paria? :-)

Un gioco leggero e affascinante, che mette in una prospettiva diversa l’attività preferita di molti, troppi pseudogiocatori di ruolo :-)

Per finire, due note sul PDF: Gregor Hutton sa usare i programmi di impaginazione, e si vede: il PDF è chiaro e leggibile, con un layout raffinato e al contempo senza fronzoli. La vostra stampante apprezzerà questa scelta!

Il gioco è scaricabile qui, assieme a un bel po’ di altro materiale.

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...E, nel caso pensiate che mi stia dimenticando qualche cosa, vi sbagliate: L'interpretazione è la miglior simulazione!