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L'interpretazione è la miglior simulazione... dal 1995!
sabato 29 marzo 2008

Basic Fantasy


Dopo Labyrinth Lord, eccovi la recensione di Basic Fantasy: lo scopo è lo stesso -- la riesumazione di un adventure gaming style sepolto da diversi lustri di discutibili miglioramenti da parte della TSR (poi WOTC, poi Hasbro...). Non bastava Labyrinth Lord? Leggete e lo saprete.




Nel post precedente ho recensito Labyrinth Lord, una copia pressoché conforme, sia come stile grafico, sia come copia quasi conforme del D&D;del 1981. Basic Fantasy si prefigge lo stesso obiettivo: una riedizione della Scatola Rossa. Ergo, non varrebbe la pena fare il lavoro una seconda volta. Invece lo farò, per i seguenti motivi:

  1. Basic Fantasy è lievemente diverso: prende a martellate le regole della 3.5 per reincarnarle in un veloce adventure game.

  2. Basic Fantasy è più open: mentre Labyrinth Lord è sì pubblicato sotto OGL, l'unico documento di riferimento è il PDF, che non è esattamente il top come maneggevolezza nel caso si desideri fare un sano copiaincolla del testo, mentre Basic Fantasy è disponibile sia in PDF, sia in formato Open Office (fonts esclusi). Per cui, chiunque voglia metterci mano, può farlo piuttosto agevolmente. Per inciso, è da notare l'uso di Open Office come programma di DTP.

  3. Basic Fantasy gode di un supporto di base più ampio: vi sono avventure, supplementi e diverse robe scaricabili a piacere, e sembra essere piuttosto giocato anche da terze persone. Va altresì detto che esiste una specie di amichevole corsa tra Labyrinth Lord e Basic Fantasy: entrambi gli autori frequentano Dragonsfoot e hanno forum dedicati ai loro giochi, e fra i forumisti sembra essere assente il 'tifo' che spesso si genera in casi analoghi. Ici on joue, quoi.

E' chiaro che, anche in questo caso, siamo davanti ad un atto d'amore verso anni (in apparenza, ché gli eighties non è che fossero proprio il massimo) più innocenti. Dal punto di vista della grafica e del layout, il risultato è lievemente inferiore a LL, non tanto per l'impaginazione, quanto per le immagini, più amatoriali. Dal punto di vista dell'organizzazione del contenuto, Basic Fantasy è più avanti, contenendo non solo le regole, ma un racconto introduttivo che si snoda capitolo per capitolo, utile per sottolineare le varie sezioni dell'opera, oltre a qualche spiegazione in più sul come gestire il gioco, spiegazione che per master navigati può sembrare ingenua, ma per i novellini no.

Se poi vogliamo vedere le regole, continua a valere il discorso fatto per Labyrinth Lord, ovvero: non c'è molto da dire che non sia già stato detto, se non che viene riprodotto il D&D;d'antan in tutto il suo splendore. Le uniche, sostanziali differenze, per coloro che ci tengono a queste cose, sono che razza e classe sono separati e non esiste l'allineamento. Si veda ad esempio la sempiterna "Detect Evil", pagina 20:

The exact definition of evil is left for the GM to decide. Note that items such as ordinary traps or poisons are not "evil," and thus not detectable by this spell..

Per carità, nulla di particolarmente innovativo. Però, sono quasi sicuro che, a causa di questo, qualche troll potrebbe uscire dalle tenebre sottolineando il pericoloso relativismo morale introdotto da giochi come Basic Fantasy e stronzate simili. Ma sto divagando.

Il fatto è che, al di là delle regole e della loro qualità, va sottolineato il fatto che vi sono aficionados di D&D;che rifiutano in toto, o quasi, tutta la mole di manuali rappresentata dal minimo indispensabile per giocare a D&D;nella sua presente incarnazione (chi dice "ma per giocare basta il Manuale del Giocatore" si merita una giornata appeso ai ceppi durante una rievocazione medievale: è falso e basta), tutta la mole di regole opzionali-ma-obbligatorie per ricercare l'essenzialità di un determinato stile di gioco: si entra, si pesta, si prende il tesoro e si esce, e al diavolo tutto ciò che ci rallenta e ci ostacola nella ricerca di questo scopo.

All'apparenza è uno stile che non lascia spazio ad altro. In realtà, è nei buchi temporali che ci sono tra un fendente menato all'orso gufo e il fregare il tesoro al drago rosso che si può annidare una storia pronta per essere raccontata; in questo caso la presenza di troppe regole penalizza sia il pestone sia la storia, mentre il limitarle solo a quelle necessarie stimola la fantasia sia del Master che dei giocatori. Non ci vogliono regole per le interazioni sociali, se non quelle generate da una giocata improvvisa, così come è letale per la qualità del gioco un combattimento assolutamente anonimo tra tre personaggi e due png (cosa realmente capitatami) che porti via una serata e mezzo in tempo reale.

Per questo io vedo iniziative come queste simili, come spirito al Jeepform: dato come obiettivo un determinato stile di gioco, eliminano l'inutile per restare con l'essenziale. E, per lo stesso motivo, le ammiro e le incoraggio.

E quindi rinnovo l'invito da me espresso per la rece di Labyrinth Lord: dungeonari di terra e di mare, di pianura e di montagna: evitate di impelagarvi in mutui trentennali per procurarvi i manuali della quarta edizione e le miniature ufficiali(TM). Scaricate Basic Fantasy o, meglio ancora, ordinatelo presso http://Lulu.com, e divertitevi, cercando nelle cose l'essenzialità.

Per maggiori info, potrete trovare Basic Fantasy qui.

venerdì 21 marzo 2008

Labyrinth Lord


Un atto d'amore verso il gioco che, nel bene o nel male, è stato il primo passo ruolistico per tanti di noi o solo una bieca operazione commerciale, seppure in piccolo? L'autore propende per la prima ipotesi.




Col nome "Fantasy Heartbreaker" Ron Edwards, di fama forgita definì, in una coppia di ormai classici articoli, tutti quei giochi indie frutto di sudore, passione, e risparmi di una vita dilapidati da parte di singoli appassionati che, cercando di migliorare ADnD spesso danno come risultato un gioco barocco e spesso meno giocabile di Advanced Dungeons And Dragons, seconda edizione.

Nel corso degli anni '90 ne sono usciti una media di uno all'anno e, con la stessa media, altri ne sono usciti: tomi imponenti, begli scarrafoni a' mamma che avranno fatto venire i lucciconi agli occhi agli autori, e fatto scappare i niubbi che si chiedevano ma che cos'è un gioco di ruolo?. Benedetto sia il print on demand tipo http://lulu.com, quindi: se non altro, ha tolto a costoro l'incombenza di svenarsi per stampare un qualche migliaio di copie e preoccuparsi dove metterle.

Poi è arrivato il D20, che (e diamoglielo, come merito!) ha fatto un po' piazza pulita di queste cose. Grazie al regolamento finalmente migliorato (non di troppo), grazie alla OGL e alla possibilità di copiarsi e modificarsi a piacimento il regolamento di base, anche il processo di cosidetto miglioramento del gdr più noto e conosciuto al mondo è stato incanalato in una corrente ben nota. Siccome il regolamento è passato da 'na fetecchia a quasi passabile, l'esigenza di "migliorarlo" è calata, e ci si è limitati a dei lavori di fino e di cesello, promossi spesso e volentieri da case editrici affermate. E il cerchio si è chiuso.

Chiuso? Calma un attimo.

Passato il vento generale del questo è un regolamento di merda, miglioriamolo, diversi si sono resi conto che, per quanto ignobili dal punto di vista simulativo, alcuni regolamenti erano abbastanza leggeri da poter essere comunque giocabili anche in questa epoca di story-oriented roleplaying game. Uniamo poi l'effetto nostalgia che un quarantenne inizia ad avere verso il passato ed ecco una nuova ondata di fantasy heartbreakers.

Non più votati al rifacimento del regolamento, questi puntano all'immediatezza dei vecchi tempi andati, dove in dieci minuti ti facevi il personaggio, il regolamento era semplice, il master non si trincerava dietro pretese artistiche (al limite si ispirava a Tex Willer, e il massimo che ti poteva capitare erano i PNG che esclamavano: "Tizzone d'inferno!") e iniziavi a giocare. Retrogaming. L'immediatezza di Pacman contro Zone of the Enders 2, che è indubbiamente bellissimo, fighissimo e che ha un'apposita fase di addestramento per familiarizzarsi col mech. Questo era, e rimane ancora, il pregio della mitica "scatola rossa".

Come conseguenza, sono usciti TRE, DICONSI TRE giochi ispirati al DnD dei tempi d'oro. Tutti gratuiti, tutti pubblicati sotto OGL, tutti disponibili in formato stampato su richiesta.

Parlerò di uno dei due, Labyrinth Lord. Già il nome evoca alla lontana "il gioco di ruolo fantasy più famoso del mondo :-) ". Più che alla scatola rossa (l'edizione di Frank Metzer, del 1983), si ispira all'edizione del compianto Tom Moldvay del 1981, mai tradotta in italiano (ma che il master di cui sopra possedeva, in forma tradotta amatorialmente -- tale era nel 1987 la trasmissione della conoscenza ruolistica). Per chi è abituato alla scatola rossa, le differenze, dal punto di vista del regolamento, sono poche; illo tempore, io non ne vidi. Per cui, possiamo quasi tranquillamente affiancarlo al rosso parallelepipedo del mito ruolistico.

Il gioco si presenta come un PDF di 135 pagine, scheda del personaggio compresa, e sin dalla prima, il feeling anni '80 traspare in tutto il suo fulgore. Se la qualità delle illustrazioni non è altissima in senso assoluto, essa è consistente con lo standard dell'epoca, e non manca di un certo fascino. Ad esempio, il drago di pietra nel frontespizio è, nel suo bianco e nero fumettistico, bello ed evocativo.

Ma passiamo al regolamento. Forte del fatto che non è possibile porre le regole sotto copyright, l'autore si è riscritto in toto il gioco, regola per regola. Le classi sono quelle canoniche. Gli incantesimi sono quelli. Pure i mostri sono quelli.(Rugginofago, fai ciao con le tue appendici maledette!). La differenza sostanziale che salta agli occhi, a parte l'impaginazione diversa, è che Labyrinth Lord è un gioco completo. Non occorre scaricarsi basic, companion, ecc. Va dal primo al ventesimo livello.

E, come pacman, il suo fascino è rimasto intatto. No frills, e via che si gioca.

Ora, la quarta edizione sta per uscire, più miniature-oriented che mai, con tutto il suo carico di manuali da ricomprare (altro che mutui subprime) e con la OGL buttata nel cesso, tant'è vero che diverse case editrici hanno dei dubbi su un eventuale supporto di terze parti verso la nuova edizione.

Io dico solo questo: dungeonari, fatevi un favore. Risparmiatevi 100 e più Euri. Scaricatevi e stampatevi Labyrinth Lord, piuttosto. Se volete un wargame, ce ne sono di migliori ad un prezzo inferiore. Per riempire di mazzate coboldi e goblin, basta anche questo semplice PDF che costa poco e trasuda vera passione.

giovedì 20 marzo 2008

Ti vuoi fare il tuo GDR...


Di cadaveri di editori di giochi indipendenti che si schiantano contro lo scoglio dei mancati guadagni sono pieni i viali dei giocatori di ruolo. Il fenomeno del D20, poi, ha aumentato a dismisura il numero delle vittime: tanti piccoli e medio-piccoli si sono improvvisati editori fatti e finiti, si sono buttati e si sono "schiantati".




In ogni caso, la spinta all'autopubblicazione è e rimane sempre forte. Un nuovo fatto è subentrato in questi ultimi anni: quello dell'editoria elettronica. Ad oggi è possibile saltare tutta una serie di intermediari pubblicando il proprio prodotto in formato elettronico (nel 99% dei casi PDF) e vendendolo direttamente al consumatore mediante sistemi di commercio elettronico. Non che sia possibile viverci, pubblicando giochi di ruolo, ma -- almeno negli USA, qui non si sa -- è possibile farne un onesto secondo lavoro.

Resta il fatto che occorre partire: posto il fatto che si ha un gioco originale (magari non il solito clone di DnD3), piacevole da giocare e testato "alla cieca" da gruppi di giocatori indipendenti. Poniamo che il gioco sia raccolto sotto forma di note sparse e si desideri pubblicarlo. Occorre partire. Come ridurre le spese? In questo modo: cercando di impaginare il proprio manoscritto da soli, minimizzare i costi di eventuali disegni ed evitare, a meno di un clamoroso successo in formato elettronico, la pubblicazione cartacea.

Si può obiettare che non ci si improvvisa grafici dall'oggi al domani, e che i programmi per impaginare costano. Vero, ma dal momento che, salvo rari casi, i manuali di gdr non brillano per arte grafica ma seguono un layout assai standard, gran parte dei principi che governano l'impaginazione si possono apprendere da soli: in primo luogo facendo un salto nella propria biblioteca pubblica, dove quasi certamente troverete dei manuali certamente basic, ma ugualmente utili di introduzione alla grafica; in secondo luogo, per imitazione, ovvero trovando un layout grafico interessante e cercando di riprodurlo.

Rimane aperto il capitolo "strumenti informatici". Si può spendere poco o nulla? Certo che si può!

Sistema Operativo


E'' vero che è molto difficile comperare un computer senza sistema operativo, ma potreste trovare un qualche assemblatore disposto a vendervi un PC senza Windows preinstallato. In quel caso, anche se non siete degli esperti informatici, potreste prendere in considerazione l'idea di installare Ubuntu Linux, una distribuzione linux estremamente orientata all'utente "normale", che può essere testata orima di una eventuale installazione su disco rigido.

Ubuntu Linux, a differenza di Windows, viene distribuito con tutta una serie di strumenti già pronti per un uso da piccola editoria, ad esempio, Open Office.

Elaborazione Testi


Esistono diverse alternative per chi o non vuole dare un eurocent a Microsoft o chi, anche volendo, non può (qualcuno ha detto utente linux?). La prima, e più famosa è Open Office, una suite di programmi (elaborazione testi, foglio di calcolo, editor grafico, presentation manager, base di dati) che ricalca pedissequamente il più famoso Microsoft Office ma che è totalmente e legalmente gratuita. In particolare, il programma di word processing è molto potente e, da solo, contiene la maggioranza delle funzioni per poter organizzare la propria opera in un layout a due colonne e, cosa non disprezzabile, è in grado di esportare il testo in formato PDF. Infine, la suite è disponibile su tutte le maggiori piattaforme (Windows, Linux e MacOSX). Per i Macchisti, esiste anche Neo Office, una versione di Open Office appositamente riscritta per una maggiore integrazione con Mac OsX

Se qualcuno non ha bisogno di tutta una suite di programmi per scrivere i testi, può appoggiarsi ad Abiword, semplice e versatile Word Processor disponibile anch''esso sulle tre piattaforme più diffuse. Se, infine, si ha un Mac e un budget limitato, si può considerare l'idea di acquistare la suite iWork, che contiene Pages. un word-processor particolarmente orientato all'impaginazione.

Grafica Vettoriale


Con questo termine si indica quel tipo di grafica composta principalmente da forme geometriche (ad esempio i loghi). Il vantaggio di questi formati grafici è che possono essere ridimensionati senza dare luogo alla "squadrettatura" che avviene quando si ingrandisce troppo una fotografia digitale.

In questo campo Inkscape regna incontrastato. Multipiattaforma ed estremamente versatile soffre tuttavia del fatto di importare ed esportare un numero limitato (SVG, EPS) di formati grafici. Tolto questo problema, è comunque un editor grafico di ottimo livello. (Il logo di Roleplaying.it è fatto con Inkscape, ad esempio).

Per gli utenti Windows la benemerita si chiama Serif. Questa software house ha l'abitudine di non togliere dal commercio le vecchie versioni dei suoi programmi, ma di mantenerle in vendita o a prezzo fortemente ridotto o addirittura di renderle disponibili, sul sito Free Serif Software] come download gratuito. In questo caso il programma da scaricare è Draw Plus 4.0. Meno potente ma più facile da usare di Inkscape, resta tuttavia un programma di discreto livello per gli aspiranti grafici.

Grafica Bitmap


D&D3;, con la sua grafica "full-color" e i bordi riccamente decorati delle sue pagine, ha alzato il livello qualitativo richiesto per la pubblicazione di un gioco di ruolo. Chi "mastica" un poco di grafica sa che Photoshop, coi suoi 400 e passa euri di prezzo, regna incontrastato. l'alternativa free in questo caso è Gimp, programma di fotoritocco ultrapotente e gratuito. Occorre ovviamente perderci un po'' di tempo in imparare ad usarlo appieno, ma una volta raggiunto un livello medio vi troverete sottomano uno strumento capace di creare "quei bordi pagina che fan tanto ddienddì (se proprio insistete)" e di ritoccare e ripulire eventuali foto e disegni scansionati.

Desktop Publishing, ovvero Impaginazione.


Ad andare coi mostri sacri (XPress, InDesign, PageMaker) qui occorre aprire il portafogli e sborsare delle migliaia di euri. E, se si vuole aprire uno studio grafico, è un investimento da prendere in considerazione. Se invece si vuole rimanere sul lato dellonesto secondo lavoro allora eccovi le alternative "zero-cost".

[[http//www.scribus.net Scribus]] è un programma di impaginazione, gratuito e disponibile per tutte le piattaforme che, pur a fronte di una certa difficoltà di apprendimento, migliora quasi di giorno in giorno in termini di potenzialità e facilità d''uso. Tra i suoi punti di forza vanno elencati il supporto della quadricromia (utilissima nel caso si faccia il salto dal PDF alla stampa vera e propria) e una generazione dei file PDF senza eguali. su http://wiki.scribus.net potrete trovare anche esempi di uso "real-world" di Scribus.

Solo per agli utenti Windows, sul sito Free Serif Software si può trovare la versione SE di Page Plus. Rispetto al prodotto in commercio gli mancano, ovviamente, un po'' di cosette -- generazione degli indici, funzionalità grafiche avanzate, generazione automatica dei PDF ma è presente tutto il necessario per poter dare una forma grafica gradevole alla vostra opera.

Passando da "zero" a "poco" (diciamo attorno al centinaio di euri), per gli utenti Mac esiste il già citato Pages (usato per The Shadow of Yesteryear, per cui: si può fare), mentre gli utenti Windows possono rivolgersi sempre alla Serif:, e scaricare, a costo basso, la penultima o la terzultima versione di Page Plus (sono alla 12, io ho la 9, pagata 10US$, ed è un programma di DTP che contiene anche tante funzioni tipiche dei programmi di grafica bitmap e vettoriale. Diciamo un 85% di InDesign per una frazione del prezzo...)

Generazione dei PDF


Per chiudere il ciclo di creazione del prodotto, occorre generare il file PDF. Per gli utenti Mac, il problema non si pone: Quartz permette di *stampare* direttamente in PDF. Il problema non si pone neanche nel caso si usino diversi dei programmi elencati in precedenza, che permettono di esportare il proprio contenuto in PDF. Nel caso non si ricada in questi casi fortunati esistono, per fortuna, alternative gratuite.

Nel mondo linux esiste Ghostscript, che contiene una serie di utilities capaci di generare file PDF a partire da output postscript. Per Windows esiste PDF Creator, un insieme di programmi che installa, nel sistema, una stampante virtuale in grado di permettere, analogamente a MacOSX, la stampa su PDF.

Per finire, vi consiglio di leggere la pagina ispiratrice di questo documento: How to Make Your Own Role-playing Game (Cheap), di Clinton R. Nixon. E' un po' datato (2002-2003) ma ne vale la pena.

martedì 18 marzo 2008

Non solo Runequest, pure Traveller


La Mongoose non ha solo la licenza di Runequest... ha pure acquisito quella di Traveller, il gioco di ruolo con più incarnazioni contemporanee della storia (e, per carità, pure con una lunga storia)




La cosa simpatica è che, quello che è stato fatto per Runequest lo si farà pure per Traveller. Sarà disponibile un SRD da scaricare, impaginare e spupazzare a piacere. Per ora non è disponibile, ma si trovano, in maniera tranquilla e ufficiale, le Playtest Rules di Traveller, chez Mongoose.

Runequest!


D'accordo, arrivo dopo la puzza, ma non posso fare a meno di includere anche il SRD di Runequest, che vive la sua (quinta, credo) incarnazione presso la Mongoose.




I documenti di base, ovvero Runequest, Runequest Companion e Runequest Monsters sono tutti disponibili qui (scrollate in fondo).

Come spesso accade (qualcuno ha detto Anime D20 SRD della defunta Guardians Of Order?) qualche anima pia si è messa di buzzo buono e ha preso dei RTF senza forma e li ha impaginati in PDF. Il risultato è questa Runequest SRD Luxury Edition, creata proprio a fine gennaio.

Godetevi quindi questo gioco, che continua ancora oggi a sfidare il tempo.

Preview ufficiosa di DnD 4


"Elrond3012" ha compilato, attingendo a tutte le anteprime, i post su Enworld (http://wwww.enworld.org) e i pettegolezzi del settore in generale, una anteprima di Dungeons and Dragons 4, che dovrebbe poter rendere possibile il giocare personaggi del primo livello.




Premesso che, se devo, continuo a preferire Dungeons and Dragons versione scatola rossa piuttosto che le cosidette versioni "Advanced" o le più recenti incarnazioni, eccovi in ogni caso il link alla preview ufficiosa, 37 pagine per giocare dei personaggi del primo livello usando le regole new and improved (ah ah ah) della quarta edizione.

(E, già che ci siete, preparatevi a fare un mutuo per le nuove regole... Se poi cederete anche voi alla nostalgia, oppure avete realizzato che i soldi non si cagano, potrete sempre andare qui)

Retrogaming


In principio fu la nostalgia, mai sopita, per la famosa Scatola Rossa. Poi venne OSRIC, un clone parola per parola di ADnD prima edizione. Successivamente arrivarono Labyrinth Lord, clone senza vergogna di DnD del 1981, GORE (qualcuno ha detto Cthulhu?) e Basic Fantasy RPG. Che sta succedendo?




In realtà vi sono diversi perché per questa "operazione nostalgia". Il primo è stato, a mio parere, il collasso definitivo del D20. Dopo che la mucca è stata spremuta e gli scaffali sono rimasti pieni di supplementi invenduti, ciò che è rimasto -- e rimarrà -- è la Open Gaming License che, diciamolo, è rapidamente diventato il documento di riferimento per chiunque desideri pubblicare un gioco di ruolo in forma "open" e, allo stesso tempo, mantenere un minimo di controllo su di esso.

Aggiungiamo il fatto che mentre la 3a edizione ha, con circa venti anni di anticipo, dato all'universi di D&D;un gdr con abilità capace di staccarsi (almeno un pochino) dal paradigma classi e livelli e con un minimo di coerenza in più, dall'altro ha reso procedure tipo la creazione del personaggio un capolavoro di macchinosità , degno del gdr "payrolls and paychecks" spesso menzionato nei vecchi numeri di Dragon.

Chi conosce il sottoscritto sa benissimo che sono stato sia un critico feroce di ADnD 1,2,3 e 3 e due figure che un cantore di lodi del DnD del 1983, a tutt'oggi l'unico gdr con il corso di autoistruzione incorporato.

Certo, le critiche ci sono e rimangono: DnD "scatola rossa" è e resta un capolavoro di regole incoerenti. Ha dei buchi clamorosi al suo interno. Ma ha, a tutt'oggi, degli enormi pregi:

  1. E' facile da imparare, anche per un ragazzino qualsiasi.
  2. In dieci minuti scarsi ti fai il personaggio
  3. Manca la regola? Chissenefrega! Anzi, meglio! Meno regole impacciano i giocatori, meglio si gioca di ruolo...

E' a seguito di queste considerazioni che sono nati i giochi elencati nell'introduzione di questo articolo, il cui principio è il seguente:

  1. Le regole non sono sottoposte a copyright
  2. Vogliamo dei giochi open, pubblicabili sotto OGL
  3. Vogliamo che i giochi che giocavamo venti anni fa diventino di nuovo disponibili.

Tutto ciò prende il nome di Retro-Gaming: la pubblicazione degli "algoritmi" dei giochi d'antan in un formato elettronico e aperto. Un po' come per gli emulatori degli arcade e delle console anni '80, un po' come per la tendenza 8-bit music presente nell'elettronica odierna, anche il mondo ruolistico conosce un suo tipo di revival...

Tralasciando OSRIC, clone di ADnD 1a edizione (mai piaciuto, pochissimo giocato) segnalo, per i nostalgici che vogliono, ogni tanto, entrare nel dungeon e pestare qualche gnoll qua e la, i seguenti giochi.

  • Labyrinth Lord, clone financo nelle immagini del DnD del tempo che fu
  • GORE, clone del Basic Roleplaying della chaosium (va detto però che deve competere con l'originale ;-) )
  • Basic Fantasy RPG, una rielaborazione delle regole di ADnD 3.5 in un formato molto "scatola rossa".

sabato 15 marzo 2008

Free Games Walhalla


PUSH -- http://www.bleedingplay.com -- è una rivista che parla, più dei GDR per se, della teoria dietro i GDR. Questo può interessare o meno i miei lettori (ritengo che provare ad andare oltre l'hack and slash faccia sempre bene) ma non è questo il punto. Il punto è che Push raccoglie nella sua pagina Free Game Walhalla quelli che ritiene siano tra i migliori gdr gratuiti indie.




Effettivamente, scorrendo il breve elenco si trovano delle chicce discrete, come The Window, veterano un po' pretenzioso dei gdr gratuiti e la coppia Donjon e The Shadow of Yesterday, di Clinton R. Nixon, star del mondo indie.

Abbastanza singolarmente, entrambi sono gdr fantasy: il primo è una rielaborazione dell'EUMATE mischiato alla ricerca del "sense of wonder" che si aveva da ragazzini; il secondo, è un gdr fantasy fatto e finito, ma con una singolarità:



The rules of this game are meant to enable a type of fantasy where things don't necessarily make common sense, but are always full of style, a bit creepy, a bit comedic, a bit dark and violent, and definitely romantic. You'll notice there's quite a few rules in here that have to do with love and sex. The game's setting is intentionally a sketch. It is there for you to fill in with your players and, hopefully, this game gives you a good set of tools to do so. The fundamental tenets of Near can be summed up as:

  • No Gods
  • No Monsters
  • Just People



Oltre a questi, si trovano altre chicche. La più immediatamente fruibile è, a mio insindacabile avviso, Dungeon Squad, giochino carino e rapido da usare quando la voglia di massacrare coboldi si fa troppo pressante e non si ha voglia di passare un'ora a fare generazione del personaggio, e che ha meritato un thread apposito su Dragonfoot.

In definitiva, tutta una serie di piccoli-grandi giochi da scaricare e provare (tranne, forse Nicotine Girls, che certo, può essere un bel gioco, così come Rosetta è un bel film, che però generò, da parte di un mio amico, un commento del tipo "La vita è già abbastanza di merda per torturarsi con dei film del genere".

martedì 11 marzo 2008

Nuovo look!


Dopo una lunga, lunghissima pausa, ecco l'ottava reincarnazione di Roleplaying.it . Nuovo look, nuovo motore, il sunto del vecchio sito, qualche articolo nuovo, qualche spiegazione e ancora un po' di polvere sparsa qua e là.




Osservando il vecchio Wiki, che rimarrà ancora attivo per un po', non posso fare a meno di notare che l'ultimo post "ruolistico" risale all'aprile 2006, ovvero quasi due anni fa, e gli aggiornamenti regolari si sono fermati più o meno nel dicembre 2005.

Diciamo che in questi due anni sono successe un po' di cose, soprattutto a livello personale.

In primo luogo, ho avuto un periodo di stanca coi gdr per se. Per me le convention erano più occasioni per vedere persone che per provare nuovi giochi. Non vedevo nulla che, a mio avviso, potesse stimolarmi. Per cui, mi sono un attimo tirato indietro.

Poi, ho comprato casa, e cambiato provincia. Una delle cose strane di questo paese è la seguente: è accettabile andarsene all'estero, è comprensibile se vieni dal sud emigrare al nord ma, se cambi provincia, saltandone addirittura due... beh, vieni veramente visto come una bestia rara :-)

Poi, oltre all'ambientamento, ci sono state le solite faccende burocratiche che si accompagnano all'acquisto di un appartamento: la ricerca dell'immobile, le trattative, il mutuo, ecc. ecc. Insomma, due anni sono volati e non me ne sono manco accorto.

E ora? Beh, la polvere è caduta a terra. Mi sono assestato. E mi sta tornando il voglino del gioco. Una bella spinta me la diedero l'anno scorso i nordici del Jeepform, veri innovatori del roleplaying. Contemporaneamente, la voglia di qualche partita un po' più cazzara, meno legata a momenti estemporanei quali le conventions.

Infine -- ma questo non c'entra niente col GDR -- la voglia di mettere mano al sito. Per la prima volta dal 2000, questo sito gode di un motore PHP interamente scritto dal qui presente. Fossi stato à la page l'avrei scritto in Rails, ma non credo che i ragazzi di Eridia mi avrebbero messo su Mongrel solo per i miei tiramenti di culo e, essendo ruolista, sono tutto fuorché "à la page". ;-)

Per cui, visto che i ragazzi del Jeepform dicono Limitations Foster Creativity e i Railsiani dicono Embrace your Constraints, ho trovato qualcosa di simile a Rails (ma per PHP) in Code Igniter: un framework leggero, valido, facilmente estendibile, compatibile sia con PHP4 che con PHP5 e, soprattutto estremamente ben documentato. Mi sono quindi divertito a farmi il mio micro CMS e il risultato... eccolo qui.

Per finire, un paio di cose:

  • In questo sito non troverete, per ora, commenti agli articoli. Per esperienza, portano molto rumore e poco segnale. C'è caso che, in futuro, decida di implementarli, ma per ora, dovrete farne a meno.

  • AAA CERCASI GRUPPO PER GIOCO DI RUOLO :-) Cerco un gruppo di gioco di ruolo nella zona compresa tra Reggio città e la Val D'Enza. (Montecchio, Cavriago, Bibbiano, S. Polo, S. Ilario Campegine). Gioco più o meno a tutto TRANNE CHE A DUNGEONS AND DRAGONS, e lo so che è una limitazione non da poco. Al limite può andare bene anche il True20 (il sistema di Mutants and Masterminds). Mi va bene giocare sia come master (stile poche regole, chiare e ben precise e a morte i rules lawyer) che come giocatore. Considerate anche che vado verso la quarantina, per cui... niente gruppi troppo giovani. (diciamo dai 25-28 in su.). Per contattarmi inviare una mail a max.lambertini [chiocciolina] gmail.com

Roleplaying.it Mk10

Ormai sono quindici anni che questo sito, in una incarnazione o nell'altra, tira avanti. Un paio d'anni or sono mi sono concesso l'ego trip di scrivermi un motorino di blogging da zero. Ora, diciamocela tutta: anche Wordpress è un po' troppo per il sottoscritto (mancanza di tempo, y'know). Per cui, vai di Blogger, semplice e abbastanza versatile per il sottoscritto.

Gli habitués ormai lo sanno: qui ci sono indicazioni per materiale gratuito e di fruibilità immediata per i giocatori di ruolo, più o meno squattrinati, seguiti da commenti, recensioni, link vari, qualche actual play e brontolii assortiti.

E, come sempre, Enjoy.

HTML del sito redatto con Vim. Grafica creata con Inkscape e GIMP Site powered by Blogger, Gestione dominio a cura di Eridia. Questo sito supporta i cosidetti Giochini Gaysssss, sputa in faccia ai niùmedyologi e i loro éppol mécszzz e asserisce gagliardo che
l'interpretazione è la miglior simulazione